Trekking a Lanzarote: vacanza attiva alle Canarie

Se già una vacanza alle Canarie è un’ottima idea, una vacanza attiva a Lanzarote lo è ancora di più. Per due motivi: il primo è che Lanzarote è l’isola più particolare dell’arcipelago (non per niente è la mia preferita), il secondo è che la sua anima selvaggia si rivela solo a che dedica il giusto tempo a scoprirla.

Trekking a Lanzarote

Lanzarote è l’isola più a est delle Canarie e, rispetto alle sue sorelle più famose, Tenerife e Gran Canaria, è caratterizzata da un paesaggio più ruvido e selvaggio. Vanta 140 vulcani, fiumi di lava pietrificati, ghiaia nera e lagune verdi; è natura allo stato puro. Visitandola rimarrete ammaliati dalla forza dei geyser e dall’imponenza dei canyon. Vi troverete spaesati perché non capirete se siete in Islanda, o sulla Luna. Quindi potete solo avvicinarvi in silenzio alla maestosità di quest’isola, per ammirarla e fermarla al meglio nei vostri ricordi. E il trekking è il modo ideale per esplorarla.

Le tappe da non perdere

L’itinerario suggerito parte dal Parco Nazionale di Timanfaya, un paesaggio plasmato dalle colate laviche che si sono susseguite nei secoli, e che oggi include suggestive caldere e spettacolari colline di magma solidificato. In questo parco si assiste anche alla dimostrazione della forza della Terra: è qui che si vedono i geyser, e un ristorante propone addirittura piatti cucinati con il calore geotermico. Il trekking itinerante inizia da Los Ajaches, il massiccio nel sud est dell’isola, dove si possono vedere fossili risalenti al Pliocene. Femés è il villaggio che si trova nella sua parte più alta, tra distese aride e arbusti; camminerete sotto ai rapaci che volteggiano in cerchio e in mezzo a mandrie di ovini, e da quassù riuscirete a scorgere in lontananza l’isola di Fuerteventura. Si prosegue fino a Atalya di Femes, uno dei vulcani più alti dell’isola, dal quale si può godere di uno splendido panorama sul sud di Lanzarote, e si scende di nuovo fino a Yaiza, un villaggio rurale molto caratteristico dove godersi qualche tapas o visitare le gallerie d’arte. Chi ha ancora un po’ di energia amerà passeggiare tra i viali costeggiati di palme.

Nel quarto giorno del trekking suggerito da Zeppelin si arriva in uno dei miei paesaggi preferiti: la Valle della Geria. Questa zona è famosa per i caratteristici vigneti: nel suolo nero i vitigni bassi vengono interrati in fosse e protetti dal vento da muretti in pietra lavica. Le foto migliori si scattano scalando la Montaña Guardilama. Attraversando i paesini di La Asomada e Masdache si raggiunge la Florida, dove è d’obbligo assaggiare il vino tipico di questo territorio!

Il trekking prosegue attraversando la pianura vulcanica del Jable fino a Teguise, uno dei più antichi villaggi delle Canarie. Da qui si sale fino alla cima dell’isola, La Peña del Chache, sulle famose scogliere di Famara, per poi riscendere verso Haria, nella valle delle Mille Palme. Il viaggio continua addentrandosi nella zona più umida di Lanzarote, sul massiccio di Famara, dove il vulcano di La Corona sovrasta tutto. Si cammina tra colate laviche e rocce basaltiche, passando per il paese di Maguez, per i vulcani di La Corona e La Quemada, fino ad arrivare a Orzola, il villaggio più settentrionale di Lanzarote.

La Graciosa

Da Orzola si parte per un nuovo viaggio: in ferry verso l’isola di La Graciosa.Il settimo giorno ci si risveglia così in un paradiso selvaggio, dove vivono solo 600 abitanti e le strade non sono asfaltate. Si può scoprire quest’isola percorrendola a piedi lentamente, oppure ci si può tuffare nelle acque cristalline per fare snorkeling.

Scegliete quale volete che sia il vostro ultimo ricordo delle Canarie: da qui si rientra a Lanzarote e si riparte con destinazione Italia. Con gli occhi pieni di meraviglia.

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