Trekking in Sardegna, tra calette e altipiani

Fare trekking in Sardegna è un ottimo modo per entrare in contatto con la parte più vera di questa meravigliosa isola, che ha tanto da offrire a chi ama trascorrere le vacanze camminando.  E poi, volete mettere la soddisfazione di raggiungere una spiaggia a piedi, liberarsi di zaino e scarponi, e tuffarsi in mare prendendo la ricorsa direttamente dal sentiero?

Trekking in Sardegna: Golfo di Orosei, Cala Gonone e Supramonte a piedi

Cala Goloritzé non può mancare nel carnet di un escursionista

In effetti, la tentazione di lanciarsi in acqua direttamente dal sentiero è forte quando si arriva alla spiaggia di Cala Goloritzé dal magnifico “bacu”, il canalone punteggiato di lecci secolari che dall’altopiano del Golgo scende verso il mare. Questo trekking favoloso, che non può mancare dal carnet di viaggio di ogni camminatore, si svolge tutto nel comune di Baunei e si snoda per circa 3 km su un dislivello di circa 470 metri (praticamente tutti in discesa all’andata, e quindi tutti in salita al ritorno).

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Cala Goloritzè

Il sentiero parte nei pressi del bar Su Porteddu, sulla s.s. Orientale Sarda, ed è sempre ben segnalato, quindi sbagliare è quasi impossibile. Attenzione, perché sia durante il tragitto che in spiaggia non si trova acqua, quindi è assolutamente necessario averne con sé una scorta abbondante. La discesa verso il mare durerà circa un’ora, durante la quale sarete immersi in una natura meravigliosa e incontaminata, tra lecci e ginepri monumentali, nel profumo della macchia mediterranea. Mano a mano che il sentiero perde quota la valle si farà più stretta, fino a che non raggiungerete un magnifico (e angusto) punto panoramico sulla spiaggia di Cala Goloritzé e sull’omonima guglia, dove vi capiterà senz’altro di trovare dei climber impegnati in una scalata. Il mare di Cala Goloritzé ha un colore incredibile e non c’è trekker che possa resistergli: vi troverete a fare il bagno in men che non si dica.

La travolgente bellezza di Cala Luna

La finissima sabbia bianca e l’acqua cristallina di questa spiaggia avranno di certo giocato un ruolo fondamentale nella passione che esplode tra i due naufraghi Mariangela Melato e Gianfranco Giannini nel film Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto, che è stato girato proprio a Cala Luna.

Questa magnifica spiaggia si raggiunge facilmente in barca con una mezz’oretta di navigazione dal porto di Cala Gonone, ma conquistarla a piedi è tutta un’altra cosa. Da Cala Fuili, raggiungibile sia in macchina che a piedi dall’abitato di Cala Gonone, parte uno splendido sentiero, sempre ben segnalato, che si inoltra con piacevoli sali-scendi (il dislivello è di circa 400 metri) nella macchia mediterranea. Attenzione però, perché sebbene sia semplice, il sentiero è lungo e si snoda sempre a pochi metri dal livello del mare, quindi durante il giorno la temperatura può essere considerevole: assicuratevi di avere con voi le giuste protezioni dal sole e una abbondate scorta di acqua! Vi serviranno dalle 2 alle 3 ore per raggiungere la spiaggia, che vi apparirà all’improvviso da dietro una curva. Il sentiero scende quindi velocemente nel tratto finale della còdula, la valle che si snoda dietro alla spiaggia, dove troverete anche un piccolo ristoro.

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Al rientro optate per il battello: in questo modo potrete ammirare dal mare le magnifiche cavità, che si aprono proprio sulla spiaggia, e pochi chilometri più in là il maestoso ingresso della grotta del Bue Marino.

Tutta l’area compresa tra Cala Luna e Cala Fuili fa parte di un sistema carsico, il più lungo d’Italia, che si dipana per oltre 70 km e che, secondo gli speleologi, è collegato con il Supramonte orientale. Le esplorazioni sono tutt’ora in corso!

A proposito di Supramonte…

… è un luogo magnifico. Andare in Sardegna e passare una giornata lontani dal mare potrebbe sembrare un controsenso ma fidatevi… non è così! Per secoli il Supramonte è stato lo scenario per storie di banditi e pastori, e oggi è una meta escursionistica ancora poco conosciuta di incredibile bellezza e varietà. L’ambiente è impervio e selvaggio, quindi per alcune escursioni è meglio affidarsi a una guida: penso per esempio alle imponenti Gole di Gorropu, il cui imbocco è raggiungibile solo dopo un lungo tragitto in fuoristrada, oppure al sito archeologico di Tiscali.08_trekking

Ma un trekking in Sardegna di grande fascino e tutto sommato semplice è senz’altro la salita al Monte Corrasi, che con i suoi 1.463 metri è la cima più alta del Supramonte. Un punto di partenza possibile si trova in località Monte Maccione, nel comune di Oliena, da dove parte una strada forestale che conduce al passo Scala e’ Pradu. Appena superato il passo si aprirà davanti a voi un vastissimo e spoglio altopiano battuto dal vento, un luogo incredibilmente suggestivo e quasi mistico; non fa meraviglia quindi che nel 1966 questo luogo fece da set cinematografico per il film La Bibbia, di John Huston. Seguendo il sentiero ben visibile, che attraversa questo paesaggio modellato dal vento, raggiungerete la cima del Monte Corrasi, da dove dominerete con lo sguardo a 360° il nuorese e tutto il Supramonte, fino al mare di Cala Gonone. Indimenticabile.

Una volta ritornati a Oliena non fatevi sfuggire la sorgente di Su Gologone, la risorgiva più importante della Sardegna. L’acqua esce fresca e purissima da una spaccatura nella roccia, la cui profondità non è ancora stata stabilita con certezza; inoltre, è un luogo estremamente rilassante, ed è perfetto per un po’ di riposo all’ombra dei grandi pioppi, dopo una giornata di vento e sole.

Fare trekking in Sardegna è una cosa che non si dimentica facilmente: il mare, il sole, i profumi della macchia mediterranea e i monti incontaminati vi faranno venire voglia di ritornarci al più presto. Magari anche in primavera, quando l’isola si ricopre di fiori, o a settembre.

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