7 luoghi da vedere in un viaggio in Albania in bici

Una meta fuori dall’ordinario, una destinazione cicloturistica per tutto l’anno, una nazione che riesce a sorprenderti in quanto ad ospitalità e ricchezza culturale… sto parlando dell’Albania. In bici si può iniziare a scoprire lentamente, dalla costa all’entroterra, assaggiando le pietanze tipiche della tradizione eno-gastronomica del Mediterraneo, assaporandone il clima mite, riempiendo i polmoni con i profumi della macchia mediterranea, ripercorrendo passo dopo passo l’intensa e travagliata storia di questo paese.

Perché fare un viaggio in Albania in bici?

Abbiamo scelto di attraversare l’Albania in bici in un tiepido dicembre, quasi per caso. Cercavamo un luogo vicino ma anche poco conosciuto dai cicloviaggiatori, un paese caratterizzato da un’aura di mistero che potesse stuzzicare i nostri sogni di esplorazione ma anche farci sentire come a casa e questa nazione ci è sembrata subito perfetta.

Fare cicloturismo in Albania è davvero facile: le strade sono panoramiche e poco trafficate, gli automobilisti hanno una cura particolare, un certo senso di rispetto, nei confronti dei cicloturisti, il territorio è variegato e il popolo albanese ospitale e sorridente. Molti albanesi parlano italiano e sono entusiasti ed orgogliosi del proprio paese.

7 cose da vedere (e fare) in Albania

In questo viaggio abbiamo incontrato tante persone incuriosite dal nostro modo di viaggiare e con loro abbiamo scambiato opinioni sulla nostra “mediterraneità” comune. Abbiamo visitato luoghi di incredibile bellezza e ricchezza storica, luoghi imperdibili in un’avventura nel cuore dell’Albania… sei curioso di sapere quali sono?

1) Il lago di Ocrida è un grande specchio dalle acque cangianti geograficamente diviso tra Albania e Repubblica Macedone. Questo bacino lacustre è considerato uno dei più antichi del mondo e nelle sue acque, sulle sue sponde, negli ecosistemi che lo contraddistinguono, prosperano 212 specie endemiche. Grazie a queste caratteristiche uniche nel suo genere, il lago di Ocrida è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità già nel 1979.

2) La baia di Porto Palermo, nelle giornate più calde, invita ad una sosta e ad una nuotata nelle sue acque tiepide e cristalline. Giungendovi in bicicletta si nota subito la presenza di una verdeggiante penisola sulla quale giace immobile la fortezza di Alì Pashà. Un viaggiatore inglese, William M. Leake, racconta di come un tempo, sullo sperone proteso nel Mar Mediterraneo, si trovassero non una fortezza ma un antico monastero e un vecchio castello.

Dall’imponente edificio, usato durante il regime comunista come carcere per i dissidenti politici, si ha un piacevole colpo d’occhio su questo tratto di costa albanese dominato dalla presenza di gigantesche agavi.

3) La piana di Qeparo è costellata di piccoli villaggi tipici dove regnano ancora oggi la tranquillità e il silenzio. Il turismo di massa non è ancora riuscito ad attecchire in questi luoghi dell’Albania e la bicicletta è il mezzo ideale per immergersi con semplicità tra le vie fiorite, i vecchi edifici candidi, le bancarelle dove assaggiare e degustare olio, olive e miele.

4) In un viaggio in Albania in bici ti accorgerai subito della curiosa presenza di numerosi bunker su tutto il territorio. Alcuni di essi sono ormai celati dalla vegetazione mediterranea, altri sono utilizzati come depositi o cantine, altri ancora appaiono come abbandonati alle ingiurie del tempo e dell’uomo. Durante il regime comunista di Enver Xoxha fu dato ordine di costruire oltre 173.000 bunkers che avrebbero dovuto proteggere l’Albania da un’invasione straniera, in media quindi vennero eretti 5,7 bunkers di acciaio e cemento ogni chilometro quadrato. La realizzazione di queste strutture difensive non risparmiò neanche le belle spiagge dorate albanesi, le strade cittadine e i cimiteri. Oggi molti bunkers non esistono più ma percorrendo in bici le strade dell’Albania ti renderai conto di come questa eredità storica sia ancora presente, quasi a memoria di un passato da non dimenticare.

Alcuni esempi di riconversione intelligente dei bunkers in Albania sono: lo studio di tatuaggi di Scutari, una hamburgeria di Kavaje, un piccolo hotel con venti stanze a Golem e un progetto ideato dagli studenti di architettura che ha portato a trasformare un bunker in un ostello nel paese di Tale.

5) Il parco nazionale di Llogara ha una superficie di oltre 1.000 ttari, la maggior parte dei quali ricoperte da verdeggianti boschi. Questo valico si incontra a sud della città di Valona, dopo aver pedalato 40 km mediamente impegnativi.

In un viaggio in Albania il passo di Llogara sarà per certo una delle difficoltà maggiori da superare anche se la fatica spesa nella pedalata sarà ricompensata dai magnifici scorci sul tratto costiero sottostante. La strada, tutta asfaltata, sale inerpicandosi tra grandi foreste raggiungendo, e superando di qualche metro, quota 1000. Se durante l’estate sulla costa di Orikum, dove inizia la salita, l’afa detta legge, una volta giunto sul passo tornerai finalmente a respirare. Nelle altre stagioni invece, probabilmente ti troverai costretto ad indossare una giacca antivento prima di cimentarti nella suggestiva discesa verso il paese di Dhermi e il Mar Adriatico.

6) Argirocastro è un luogo affascinante, una città disegnata dall’incontro di diverse culture che hanno lasciato un segno indelebile del loro passaggio. Già molto prima di seguire il nostro percorso di cicloturismo in Albania avevo sentito parlare di questa città da mia nonna. Quando ero piccola mi raccontava le vicissitudini del nonno materno di stanza come infermiere nell’esercito in una terra oltre il mare. Argirocastro oggi, dopo la guerra e il lungo periodo di regime comunista, è una città vivace patrocinata dall’UNESCO.

I tetti in pietra delle case del centro risplendono sotto i raggi del sole e, dai 300 m della collina sulla quale è stata eretta, la vista può spaziare lontano, sognando la prossima destinazione da raggiungere. Durante una visita a Argirocastro non si possono perdere il grande castello, il vivace Bazar, una visita alla moschea, una passeggiata per i vicoli del centro e, se si ama la natura, un’escursione fuori porta ai parchi e alle acque termali dei dintorni.

7) Butrinto è un sito archeologico in cui si respira un passato florido: fu infatti sia colonia greca che colonia romana e poi infine vescovato. Situata non lontana da Saranda e raggiungibile in bici dalla città lungo la strada aperta nel 1959 per permettere a Cruschev di visitare il sito, Butrinto è parte integrante dell’omonimo parco nazionale. La visita al sito, che sorge sul canale di Vivari, richiede almeno tre ore. All’ingresso è possibile parcheggiare le biciclette chiedendo al custode di tenerle d’occhio (è un sito piuttosto sicuro ma consiglio ugualmente di portare un lucchetto).

A Butrinto si trovano un piccolo museo, il foro di epoca romana, una torre eretta dai veneziani, un battistero decorato da un mosaico, la magnifica basilica e la porta dei leoni oltre a resti di antichi templi e di fronte a tale bellezza non si può far altro che meravigliarsi ancora una volta.

Fare cicloturismo in Albania è un’esperienza positiva e stimolante e non possiamo far altro che consigliartela. Scopri tutti gli itinerari cicloturistici di Girolibero, anche in e-bike, e buona Albania!

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