Sicilia in bicicletta: la magia di Trapani

Raccontare in poche righe le meraviglie che è possibile incontrare girando la Sicilia in bicicletta sarebbe come voler fare indossare la scarpetta di cenerentola a un ciclope: in qualunque modo ci si provi, resterebbe sempre e comunque troppo stretta.

Per questo nelle righe seguenti eviteremo di raccontarvi delle splendide pendici dell’Etna, della bellezza eterna della valle dei Templi, delle incredibili gole dell’Alcantara e di altre mille spettacolari località sparpagliate sul territorio di una delle regioni più grandi d’Italia. Ci concentreremo invece sulla sua punta più occidentale, nei dintorni di Trapani, città marinara affacciata sulle isole Egadi, dove i tramonti si trasformano in un’eterna, interminabile sfida tra sole ed orizzonte.

Sicilia in bicicletta: cosa non perdere nella parte occidentale

La città di Trapani

L’antico centro dell’ormai ex-capoluogo di provincia sorge su una penisola stretta tra il porto e la spiaggia delle Mura di Tramontana. Dalla Torre di Ligny, oggi museo civico, si risale verso l’entroterra. Percorrendo Corso Vittorio Emanuele si incontra presto la Cattedrale di San Lorenzo Martire ed oltre la Porta Oscura e la Torre dell’Orologio. Degna conclusione dell’esplorazione cittadina sono i Giardini di Villa Margherita mentre dal Bastione Conca si può avere una bella panoramica sulla città ed oltre, fino a scorgere Erice sulla collina.

Erice

A proposito di luoghi da raggiungere in bici, imperdibile è proprio la salita alle spalle della città che conduce sul monte Erice dove sorge l’omonima cittadina. Perdersi nei vicoli della cittadina medievale è il miglior modo di gustarsi la visita mentre lo splendido panorama dal Giardino del Balio, attorno al castello di Venere, saranno una degna ricompensa alla fatica affrontata per raggiungere il borgo, uno tra i più belli d’Italia. La salita è bella sfidante: se non ve la sentite ci sono i bus e la funivia, niente paura!

Le saline

Non distante dal centro e dal porto, nella zona a sud della città, sorgono le saline che dal 1995 sono divenute una riserva, la riserva naturale orientata delle Saline di Trapani e Paceco. Questa zona umida di oltre 1000 ettari è gestita dal WWF ed al suo interno si estrae ancora il prezioso insaporitore. Lungo la breve ciclabile che costeggia la statale 21 sorge anche il centro visite della riserva, in uno dei tanti mulini a vento che sorgono sulla distesa. Questi edifici venivano utilizzati per due funzioni fondamentali nella salina: pompare l’acqua tra una vasca e l’altra e macinare il sale. Proseguendo la pedalata diventa imperdibile, immersi nel bianco candore delle saline di Nubia. Proprio sulla punta estrema meridionale soi incontra il Museo del Sale e la Torre Nubia.

Le isole Egadi

La chiamano la “Grande Farfalla sul mare” ed è una delle isole del mediterraneo più bike friendly, anche grazie al  suo territorio mai troppo impegnativo e alle dimensioni contenute. Sto parlando di Favignana, la più grande e conosciuta delle isole Egadi. Vicinissima a Trapani e alla costa occidentale della Sicilia, è perfetta per essere esplorata in bici: le sue due ali di farfalla completamente pianeggianti sono separate da una collina su cui sorge il forte di Santa Caterina che domina l’orizzonte. Le mille spiaggette che caratterizzano il suo perimetro offrono l’occasione ideale ad ogni pedalata per una pausa ed un tuffo nell’azzurro cristallino del suo mare.

Segesta

La storia della Trinacria è legata a doppio filo a quella della Magna Grecia e anche nella Sicilia Occidentale quest’influenza permane. Il Monte Barbaro ha un nome altisonante che incute rispetto, ma la pedalata da Trapani a Segesta non è mai troppo impegnativa e raggiungere il luogo dove sorgono le rovine dell’antica città ellenica merita davvero. L’area è divenuta parco archeologico nel 2015. Le sue perle sono il Tempio Grande, costruito in stile dorico su una collina fuori dalle mura cittadine e il Teatro, costruito alle spalle dell’Agorà, da dove domina un panorama struggente sulle colline e sul mare.

Oltre alle testimonianze elleniche restano quelle più recenti d’epoca medievale: le mura, alcune chiese ed il castello sono in rovina ma donano al luogo quell’alone di mistero che lo rende tanto suggestivo.

La cucina trapanese

Non si può visitare la Sicilia Occidentale senza averne assaporato i gusti e le specialità della cucina che, più di tutte le altre regioni siciliane, ha subito l’influenza araba.

Il re della tavola di queste zone è il tonno, pescato nelle tonnare sparse un po’ su tutta l’isola. La Bottarga, la pasta al ragù di tonno e il cuscus alla trapanese sono tra i prodotti imperdibili ma non di solo pesce vive il trapanese. Le busiate, ad esempio, sono un piatto perfetto per i ciclisti, magari condite con un bel cucchiaione di pesto alla trapanese!

La Sicilia occidentale in bicicletta è bella tutto l’anno ma le stagioni migliori per visitarla, evitando il torrido caldo estivo ed il timido sole invernale, sono la primavera e l’autunno ed è proprio in questo periodo che puoi unirti al tour di gruppo in bici di Girolibero.

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