Tutto sulla
pista Ciclabile del Danubio

Nata nei primi anni ’80, è in assoluto la ciclabile più conosciuta e più amata al mondo e segue il corso del secondo fiume più lungo d’Europa.

Uno dopo l’altro si sommano una varietà incredibile non solo di paesaggi, ma anche di storie e di tradizioni, tenute insieme non sempre facilmente dall’Impero austroungarico.

Per capire la portata di questo fiume, basti pensare che il Danubio nasce in Germania, nella Foresta Nera, attraversa l’Austria, la Slovacchia, prosegue in Ungheria, Croazia, Serbia, Bulgaria, Moldavia e fra Romania e Ucraina forma un delta che si unisce al Mar Nero, dopo la bellezza di 2.850 km.

Ha rappresentato quindi nei secoli una via di passaggio per persone e commerci di importanza cruciale, più ancora di molti altre strade d’acqua europee; conosciuto come Via Istrum ai tempi dei Romani, è stato protagonista anche della Via del Sale, che da Salisburgo puntava verso Praga.

La strada delle capitali

Questo potrebbe essere l’altro nome del Danubio: Vienna, Bratislava, Belgrado e Budapest stanno proprio lì, maestosamente appollaiate lungo le sue rive. Una curiosità: oltre alla ricchezza, Vienna deve al Danubio anche il suo nome! O meglio, a un affluente, il Wien, per l’appunto.

Una ciclabile di importanza europea

 

Non paghi di quegli oltre 2000 km, si è ben pensato di gettare un legame ciclabile tra i più grandi fiumi europei: è così che la European Cyclists’ Federation, nel suo grande progetto visionario chiamato Eurovelo (cioè una serie di interminabili  rotte ciclabili che collegherebbero da un capo all’altro l’Europa), ha immaginato 4.400 km pedalabili lungo la Loira, il Reno e poi il Danubio.

Eurovelo 6 è la rotta Atlantico-Mar Nero, e per metà del suo corso ingloba il gotha delle piste ciclabili.

Come si divide la Ciclabile del Danubio?

Idealmente si parla di 3 grandi segmenti, quelli più sviluppati e che raccolgono la maggior parte del turismo in bicicletta: il Danubio tedesco, il Danubio austriaco e la Vienna-Budapest/Belgrado. Più a est il percorso è ancora su carta.

Il Danubio tedesco

È la porzione di ciclabile del Danubio che parte dalla sorgente, a Donaueschingen e arriva fino a Passau, al confine con l’Austria.

L’ADFC, l’associazione tedesca per la promozione della bicicletta, ogni anno realizza un dettagliatissimo report sulla ciclabilità in Germania. Il Danubio tedesco nel 2018 si è piazzato al quarto posto come gradimento dopo le ciclabili del Weser, dell’Elba e della Ruhr.

Oltre ai dati statistici, l’ADFC dà anche un rating per la qualità sia del percorso che dei servizi a esso collegati: il Danubio Tedesco ha un ottimo 4/5.

Ciclabile Passau – Vienna

Spesso definita la “regina delle ciclabili”, in effetti è il non plus ultra per chi sceglie di viaggiare in bici, cioè circa 300.000 ciclisti l’anno, che la pedalano in tutto o in parte. Secondo l’ADFC è la ciclabile più pedalata all’estero dai tedeschi, ormai da anni.

Siamo attorno ai 300 km totali, dalla città dei 3 fiumi Passau, passando per la grande ansa del Danubio a Schlögen, la moderna Linz, la valle del Wachau con i dolci pendii e le file di frutteti, e poi Vienna, ampia, regale e perfettamente ciclabile.

Pedalatori di ogni nazionalità la scelgono come primo o ennesimo viaggio, da soli o in famiglia, e il perché è presto detto.

Il successo della ciclabile Passau Vienna

Ecco un po’ di motivi per cui si classifica da sempre come la più amata dai pedalatori:

1/ Anzitutto è completamente segnalata in ambo le direzioni e su entrambe le rive del fiume. Ciò significa che non c’è mai bisogno di guardare la cartina, se non per pianificare gli attraversamenti usando le dighe o a bordo dei traghetti (dipende dalla riva su cui è posizionato l’hotel successivo).

2/ Salite: queste sconosciute. Nei rari casi in cui un hotel o un sito turistico è posizionato un po’ più in alto c’è sempre modo di sfruttare transfer o navette che vi risparmieranno il fiatone. Le uniche salite saranno quelle per attraversare i ponti!

3/ Visite e siti turistici sono sempre a portata di pedale: le architetture contemporanee di Linz, il memoriale dell’olocausto a Mauthausen, la spettacolare abbazia di Melk, il museo di Schiele a Tulln ecc.

Un consiglio? Non limitatevi a puntare dritto alla prossima meta, uscite dalla ciclabile e pedalate fin dentro ai paesini. Sarà un’immersione al 100% nella quotidianità austriaca!

 

4/ È family friendly! Non mancano mai prati, parchi gioco e tematici che oltre a invitarvi a una sosta fra un chilometro e l’altro, sono la quintessenza del divertimento per i più piccoli. Nessun problema nemmeno per i genitori che si trovano a trainare carrellini o biciclettine: la pista è sicura e spaziosa, ci si sta larghi.

Ciclabile Vienna – Budapest

Fra i tratti più percorsi è quello più “selvaggio”, che poco ha a che fare con i 2 tratti precedenti, ma questo suo aspetto si abbina splendidamente al suo essere la vera rotta delle capitali! Un nastro ciclabile unisce infatti Vienna a Bratislava e più in là Budapest e Belgrado.

La pista ciclabile esclusiva dalla Donauinsel di Vienna punta dritta verso Bratislava, che appare da lontano con il suo castello bianco. Il percorso poi sfrutta per lo più strade di campagna e secondarie, spesso tranquille, a volte con -poco- traffico promiscuo, ma che richiedono comunque un po’ di attenzione, soprattutto in entrata e uscita dai centri urbani.

Il Danubio non scorre sempre al nostro fianco, ma riappare qua e là tra i silenziosi paesini ungheresi e le città di grande fascino come Györ, Eztergom e Szetendre.

Si cambia atmosfera insomma, dalle decorate rive austriache punteggiate da romantici paesini, alle grandi distese a perdita d’occhio dove gli abitanti sono sempre pronti a offrirci una limonata, qualche mela o dei cracker (e come dimenticare l’ospitalità ungherese!).

In tutto sono poco più di 300 km, con tappe leggermente ondulate verso Budapest. Nulla di particolarmente impegnativo, ma un po’ di allenamento lo consigliamo.

Come pedalare la Ciclabile del Danubio?

Una citybike o trekking bike va più che bene. C’è chi, soprattutto nei primi 2 tratti dove il terreno è perfetto (asfaltato o comunque ben battuto), si cimenta con la bici da corsa, a voi la scelta. Si possono fare 2-3 tappe in bici, o -meglio- una settimana e più, l’ideale per acclimatarsi e conoscere un po’ più a fondo le realtà locali.

I noleggi bici non mancano, così come i punti di riparazione, dalle piccole cassette di attrezzi lungo la pista alle officine. Questo soprattutto lungo Danubio austriaco e tedesco. Chi sceglie la Vienna Budapest dovrà dotarsi di un minimo kit di riparazione, perché per lunghi tratti non si trovano strutture.

Partire senza pensieri vuol dire anche affidarsi a chi si occupa dei vostri bagagli e degli hotel, e con i tour proposti da Girolibero potreste programmarla più velocemente:

 

*le mappe di questo articolo mostrano un tragitto semplificato.

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