Viaggiare con i libri: Georgia

La Georgia è in Europa o in Asia? Geograficamente appartiene all’Asia ma culturalmente è vicina all’Europa. Prossima alla Russia, con la quale si spartisce le montagne del Grande Caucaso, si affaccia ad ovest sul Mar Nero, mentre a sud-est tocca Armenia e Azerbaigian, e a sud-ovest la Turchia. La lunga e travagliata storia della Georgia si riflette nella sua ricca cultura, da artistico-religiosa a culinaria.

Ancora poco nota, e quindi misteriosa e affascinante, la Georgia saprà conquistare i viaggiatori curiosi.
Per prepararsi alla partenza ecco un itinerario letterario che ti accompagnerà a conoscerla meglio, alla scoperta anche delle meravigliose montagne del Caucaso: pronti a partire?

Da leggere prima di partire per un viaggio in Georgia

Il cielo sopra Tbilisi: “La città della neve” di Beka Kurkhuli (trad. N. Geladze Fusco, Stilo editrice)

È caduta una grande quantità di neve che ha imbiancato tutto il quartiere. Il cielo incombente sembrava non volersi aprire mai alla primavera e i fiocchi ghiacciati sull’asfalto non sciogliersi più. Il vento turbinava ammassando cumuli di neve. Quel giorno il vento era sparito e il sole pareva sfuggito alla prigionia delle nubi cupe e buie. Tra la neve candida baluginava curioso del ghiaccio azzurro intenso (…) In via Sebastopoli, nei dintorni del cimitero di Vere, tra le case arroccate sul versante di un colle, la gente si muoveva con prudenza, a passi brevi e misurati, come se camminasse in punta di piedi.

“La città nella neve” di Beka Kurkhuli (trad. N. Geladze Fusco) è una raccolta di cinque racconti, due lunghi e tre brevi, capaci di condurre il lettore all’interno della società georgiana. I protagonisti dei racconti appartengono a diverse classi sociali, rappresentando molteplici categorie di persone: dagli ex-combattenti agli uomini anziani e nostalgici. Sullo sfondo risaltano alcuni momenti salienti della Storia recente della Georgia. La scrittura di Kurkhuli è ricercata e raffinata, soprattutto quando descrive i sentimenti dei suoi personaggi e i paesaggi della Georgia.
“La città nella neve” è una bella raccolta di racconti che permette di viaggiare e conoscere una realtà relativamente vicina a noi ma poco conosciuta, una sorta di Europa di periferia.

I peggiori nemici del regime: “La santa tenebra” di Levan Berdzenišvili (trad. F. Peri, e/o edizioni)0

Tbilisi. Via Vedzini 17. Il 23 giugno 1983. Sono le sei del mattino. In casa ci siamo io, mia moglie Inga e mio fratello Dato. Stiamo dormendo tutti e tre (…) A svegliarmi sono l’andirivieni su quei gradini e il trambusto che si sente fin dentro casa. Guardo fuori e sulla scala dei Kočoradze intravedo la sagoma di un uomo dall’aspetto ufficiale (…) bussano delicatamente alla porta de nostro appartamento (…) “Davit, alzati! (…) Sono qui!”. Non occorre aggiungere altro. Vado ad aprire la porta e mi ritrovo sei sconosciuti nell’appartamento.

Nel 1984 i due fratelli georgiani Berdzenišvili, Levan e Davit, arrivano alla colonia penale di Baraševo, nel profondo e remoto cuore della Siberia, a seguito del provvedimento disciplinare ŽCH 385/3-5. I due uomini sono accusati di propaganda antisovietica poiché hanno fondato un giornale e un partito repubblicano.
Nel gulag, Levan conosce un’incredibile e variegata umanità: ci sono persone un po’ matte, ma molto divertenti, si parla di politica, filosofia, affetti famigliari, sogni e speranze; negli anni della perestrojka, la vita nei gulag è molto lontana dagli anni delle grandi purghe staliniane, sebbene non sia comunque semplice. È in questo luogo di prigionia che Levan trascorre diversi anni, senza mai smettere di sognare di riabbracciare i suoi famigliari.
“La santa tenebra” è una lettura utile per chi intende acquisire conoscenze riguardo ai gulag sovietici, alla cultura georgiana, offrendo inoltre una panoramica sulla cultura dei Paesi che un tempo composero l’U.R.S.S.

La prima volta in Unione Sovietica: “Alpinisti illegali nell’U.R.S.S.” a cura di Cornelia Klauss e Frank Böttcher (trad. V. Ghidotti, V. Grassi e S. Tentori, Keller editore)

La prima volta che andai in Unione Sovietica fu nel 1977 (…) Fu un normale viaggio organizzato. Quando scorsi il Caucaso a Pezonda rimasi subito affascinato dalle alte montagne, ma soprattutto dal fatto che lì d’estate ci fosse ancora la neve. Fu in quell’occasione che nacque in me il desiderio irrefrenabile di salirci prima o poi, in un modo o nell’altro. Fino ad allora conoscevo solo di Alti Tatra, la Svizzera sassone e i Carpazi meridionali in Romania. Ma l’essere umano si spinge sempre oltre (…) In Unione Sovietica ci sono poi andato diciannove volte, sempre illegalmente.

Più una cima è alta e impegnativa da scalare, più nasce nell’uomo la voglia di conquistarla. Negli anni della guerra fredda, quando la Germania era divisa e la cortina di ferro impenetrabile, gli appassionati alpinisti che vivevano nella DDR potevano raggiungere le cime del Caucaso, tra Russia e Georgia, solo illegalmente.
Le difficoltà erano molteplici: non esistevano mappe dettagliate, le attrezzature erano scadenti o inaffidabili, il viaggio lungo e pericoloso e, ovviamente, ottenere il permesso per entrare in certi territori era impossibile. Così si sviluppò un modo di viaggiare del tutto illegale, pur di vedere le montagne del Caucaso, tanto sognate ad occhi aperti.
“Alpinisti illegali in URSS” è una raccolta di quattro esperienze alpinistiche piacevole e scorrevole da leggere, che permette di scoprire com’era un tempo l’Unione Sovietica grazie ai rocamboleschi viaggi degli alpinisti e vacanzieri. Quando si vive una dittatura mancano la libertà, la possibilità di viaggiare per scoprire il proprio Paese e il confronto con diverse culture; agli alpinisti della DDR non è però mancato il coraggio di assaporarla, questa libertà tanto agognata, perché è sulle aguzze cime del Caucaso e dell’Asia Centrale che gli alpinisti illegali si sentivano davvero liberi.

Molto più di una semplice guida: “Georgia. Viaggio nel cuore del Caucaso” di Maura Morandi (Polaris)

Nella cultura popolare georgiana l’ospite viene considerato un “dono di Dio”. Chiunque abbia l’opportunità di fare un viaggio in Georgia, per vacanza o per lavoro, si può rendere conto facilmente che i georgiani prendono molto sul serio questo concetto. L’ospitalità georgiana è qualcosa di avvolgente e meraviglioso, e molto spesso convince i viaggiatori a restare. A me è successo proprio questo (…)

Maura Morandi vive e lavora a Tbilisi e da anni si interessa alla cultura del Caucaso. Nel volume “Georgia. Viaggio nel cuore del Caucaso” la Morandi racconta in dettaglio ogni aspetto della Georgia, accompagnando chi legge in un appassionante e lungo viaggio ricco di storia, tradizioni, cultura, arte e buona cucina, senza tralasciare i dettagli e comprendendo l’intero territorio georgiano.
Ricca di immagini – sia in bianco e nero che a colori – e di pratiche mappe, il libro “Georgia. Viaggio nel cuore del Caucaso” non può che far parte del bagaglio di chi si accinge a visitare la mitica terra del Vello d’Oro.

E poi, sempre per conoscere meglio la Georgia, ti consiglio anche di leggere:

  • “La conta” di Tamta Melašvili (traduzione di F. Peri, Marsilio)
  • “Diario russo. Un reportage culturale unico sulla Russia della guerra fredda” di John Steinbeck (traduzione di G. Monicelli)
  • “La terra del Vello d’Oro. Viaggio in Georgia” di Wojciech Górecki (traduzione di V. Verdiani, Bollati Boringhieri, purtroppo di difficile reperibilità)

Leggi anche gli altri articoli nel blog dedicati alla Georgia, e scopri tutti i viaggi in partenza con Zeppelin.

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