Viaggiare con i libri: Portogallo

Terra di confine e di grandi esploratori, il Portogallo è un Paese lungo e stretto affacciato sull’oceano Atlantico che mi ha sempre affascinata. Il Portogallo regala vivide emozioni, tramonti indimenticabili, architetture strampalate e colorate, vivacità e tranquillità. In terra lusitana si diventa curiosi, arriva naturalmente la voglia di scoprire e di conoscere meglio questo piccolo Portogallo baciato dal sole e dal clima, per descriverlo con le parole di Antonio Tabucchi.

L’itinerario letterario che ti propongo oggi ti porterà alla scoperta del Portogallo, dalla sua capitale Lisbona ai luoghi più lontani e remoti.

Libri da leggere prima, dopo e durante un viaggio in Portogallo

Viaggiare significa scoprire: “Viaggio in Portogallo” di José Saramago (trad. R. Desti, Feltrinelli)

(…) Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione (…) La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro. Bisogna vedere quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si era visto di notte, con il sole dove prima pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era. Bisogna tornare sui passi già fatti, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre (…). “Viaggio in Portogallo”, José Saramago, trad. R. Desti

“Viaggio in Portogallo” di José Saramago è una lunga, enciclopedica serie di itinerari attraverso il Paese che ha dato i natali allo scrittore Nobel per la Letteratura. Si tratta di un eccezionale contenitore di aneddoti, storie, racconti, fatti narrati con il piglio di chi il Portogallo lo ha amato davvero. Il viaggiatore, secondo Saramago, è colui che approfondisce, scopre, osserva; chi cambia rotta, chi si perde, chi si commuove o gioisce di fronte al monumento o al tramonto tanto atteso. Gli itinerari di Saramago attraversano l’intero Portogallo, da nord a sud, per incontrare i gusti di tutti i viaggiatori; dalla vivace capitale alle sonnolente campagne, dal caldo e luminoso Algarve ai verdi e profondi distretti settentrionali.

Quel piccolo Portogallo baciato dal sole e dal clima: “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi (Feltrinelli)

E si sentì spossato, sostiene Pereira. Riuscì a trascinarsi fino alla più vicina fermata del tram e prese un tram che lo portò fino al Terreiro do Paço. E intanto, dal finestrino, guardava sfilare lentamente la sua Lisbona, guardava l’Avenida Libertade, con i suoi bei palazzi, e poi Praça do Rossio, di stile inglese; e al Terreiro do Paço scese e riprese il tram che saliva fino al Castello. Discese all’altezza della Cattedrale, perché lui abitava lì vicino, in Rua da Saudade. “Sostiene Pereira”, Antonio Tabucchi

Lisbona, 1938. Nel corso della calda estate, il giornalista culturale Pereira, incontra una serie di personaggi che gli cambieranno la vita. Pereira è un uomo mite e tranquillo, sorseggia limonate per combattere la calura e mangia omelette al formaggio sempre nello stesso locale. Il suo Portogallo è schiacciato dalla dittatura, ma Pereira non ha mai preso posizione in merito; saranno due giovani e spavaldi ragazzi spagnoli, Monteiro Rossi e Marta, militanti contro le dittature iberiche, a far capire a Pereira che anche lui, nel suo piccolo, può cambiare il corso degli eventi.
“Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi è un romanzo imprescindibile per amare il Portogallo, Lisbona soprattutto; con una trama apparentemente semplice, “Sostiene Pereira” ha il grande potere di emozionare, commuovere e far riflettere. La virtù dei romanzi indimenticabili.

La prima cosa che ti sconvolge di Lisbona: “D’amore e baccalà” di Alessio Romano (ETD)

È la prima cosa che ti sconvolge di Lisbona, questa luce caravaggesca. È come essere sempre dentro un quadro barocco con un’illuminazione precisa, perfetta che rende tutto un po’ irreale, come ti trovassi su un palco pronto per il tuo spettacolo. Alessio Romano, D’amore e baccalà

“D’amore e baccalà” di Alessio Romano (EDT) è il brillante e divertente diario di viaggio di un cultore gastronomico italiano che in un mese scopre, o cerca di scoprire, la città di Lisbona. Scorrevole e coinvolgente, il libro è anche un omaggio a noti poeti e scrittori, raccontando con semplicità ed efficacia un viaggio in bilico sogno e realtà.

Ne viene fuori è un libro tascabile che può essere letto sia come dichiarazione d’amore per Lisbona che essenziale e originale guida per chi intende visitare la capitale del Portogallo e addentrarsi nella sua golosa tradizione gastronomica.

Una cosa che non sai come andrà: “C’era una volta in Portogallo” di Daniele Coltrinari e Luca Onesti (Tuga edizioni)

In questa domenica di quasi metà agosto termina il giro nella capitale portoghese, rispetto alla Volta a Portugal dell’anno precedente (…) La cosa incredibile, e anche un po’ pazza, è stata osservare in quella gara i ciclisti che sfrecciavano per il centro storico di Lisbona, mentre tante persone erano sotto un sole cocente ad assistere alla gara (…) “C’era una volta in Portogallo”, Daniele Coltrinari e Luca Onesti

Prendi due italiani appassionati di ciclismo e cultura lusitana e portali in Portogallo durante la Volta a Portugal, la competizione ciclistica più importante: Daniele Coltrinari e Luca Onesti hanno raccontato il Portogallo attraverso le tappe della Volta, nel corso di varie edizioni. Emerge un ritratto originale, poco noto, un’immagine fatta di piccoli dettagli, tradizioni, sagre, feste di paese, usi e costumi.
“C’era una volta in Portogallo” racconta, con ironia e disinvoltura, di curiosità, ciclismo, persone, ma soprattutto dei personaggi e degli aneddoti legati alla Volta.

E se ora i libri li hai ma ti manca il viaggio, ci pensa Girolibero Zeppelin con tanti itinerari per viaggiare in Portogallo, in gruppo o per individuali, trekking, bici o più culturali.

Sei alla ricerca di altri suggerimenti da leggere invece prova a sfogliare i post precedenti e parti verso una nuova…lettura!

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