Cosa vedere in Costa Azzurra, anche fuori stagione

Nizza

Costa Azzurra è da sempre sinonimo di vita glamour, ville esclusive e lussuosissime e mondanità. Ma se si ha l’occasione di visitare la Costa Azzurra fuori stagione, liberi dall’ondata del turismo di massa che la invade d’estate, questo splendido litorale riesce a offrire al suo meglio scorci naturalistici di rara bellezza, importanti musei d’arte moderna e antichi borghi che hanno affascinato pittori come Picasso, Renoir e Chagall.

Cosa vedere in Costa Azzurra

La Costa Azzurra dei pittori

A Nizza e dintorni si trovano alcuni dei più importanti musei d’Europa dedicati all’arte moderna e contemporanea, quasi a voler ricordare quanto questi luoghi siano stati fonte d’ispirazione essenziale per molti di più importanti artisti del XX secolo. A Nizza, il museo nazionale Marc Chagall ospita una collezione permanente considerata la più grande raccolta delle sue opere. Il museo nasce dalla volontà di Chagall di custodire in un unico luogo tutte le sue diciassette tavole a tema biblico. La collezione comprende anche più di quattrocento dipinti, pitture a tempera, disegni, schizzi a matita e a pastello.

Nel piccolo paese di Cagnes sur Mer, a 8 chilometri da Nizza, trova invece rifugio e fonte d’ispirazione uno dei padri dell’Impressionismo, Pierre-Auguste Renoir, che decide di stabilirsi qui nel 1907 con la moglie e i figli. Renoir compra il Domaine des Collettes, una piccola casa rurale attorniata da un enorme giardino con agrumi e piante di ulivo secolari, su cui si affaccia direttamente l’atélier in cui il pittore dipinge. La luce, i colori del paesaggio e la semplicità delle persone che abitano in questi luoghi, sono per lui continuo motivo di ispirazione. Spesso immortala nelle sue tele le domestiche che lavorano nella sua casa e che per un periodo diventano le sue modelle preferite. La casa è stata oggi convertita in museo con una piccola collezione di tele e sculture e dopo il suo ultimo rinnovo restituisce ai visitatori i luoghi e le stanze esattamente nelle loro condizioni originali.

Saint-Paul de Vence, antico borgo di artisti

Questo incantevole villaggio fortificato, abbarbicato su un piccolo promontorio roccioso a soli 12 chilometri a sud-est di Nizza, è uno dei luoghi più noti della Costa Azzurra anche grazie alla sua particolare posizione che offre una vista unica. Intorno al 1920 molti pittori e artisti iniziarono a recarsi qui per immortalare il paesaggio provenzale ricco di colori e caratterizzato dalla particolare luce ovattata, facendola diventare una meta alla moda per tutti gli intellettuali dell’epoca. Scrittori come Jacques Prévert, che fugge spesso qui per allontanarsi dal caos parigino, o James Baldwin hanno scritto qui alcune delle pagine più belle delle loro opere. Henri Matisse, invece, affrescò la cappella di Saint-Paul de Vence. Proprio in quegli anni Paul Roux e sua moglie Titine aprono un modesto café-brasserie dove si serviva la pissaladière, una torta salata tipica farcita con cipolle, capperi, olive e acciughe, più buona del villaggio. Nei fine settimana la terrazza viene trasformata in pista da ballo con musica dal vivo dove si ritrovano praticamente tutti gli abitanti del paese per divertirsi. Il locale si chiamò dapprima Dai Robinson, e, con l’aggiunta di qualche camera, venne poi trasformato in pensione e battezzato come La Colombe d’Or.

Saint-Paul de Vence

Saint-Paul de Vence

Matisse, Léger, Picasso, Calder, Miró, Braque e Marc Chagall diventano habitués della Colombe d’Or, che presto viene considerata il punto di ritrovo per tutti gli intellettuali che passano di qui. Negli anni Quaranta diventa il ritrovo preferito delle celebrità del cinema e di qui passano personalità come Charlie Chaplin, Liza Minelli e Orson Welles, facendo vivere a Saint-Paul de Vence uno dei suoi momenti d’oro più importanti. Il cinema francese, Hollywood e Cinecittà si incrociano qui, lontani dagli schiamazzi e dai paparazzi della costa. Yves Montand e Simone Signoret si incontrano proprio al Colombe d’Or, per poi sposarsi nel municipio di Saint-Paul de Vence dove Jacques Prévert e il proprietario de La Colombe fanno loro da testimoni. Paul Roux utilizza le opere dei suoi clienti-amici per abbellire le pareti del suo albergo, trasformando il locale in un vero e proprio museo. Ancora oggi La Colombe d’Or è sia albergo che ristorante e visitare i suoi interni con la scusa di mangiare qualche delizioso piatto locale, è un’occasione da non perdere.

Saint-Paul de Vence, con le sue viuzze sinuose, le case di pietra e le piccole piazze con le fontane dove cercare riparo all’ombra degli alberi, è un luogo dove si respira davvero un’atmosfera magica, calma e rarefatta, e non sorprende che in tanti abbiano trovato qui la loro ispirazione.

La Fondazione Maeght e i suoi surreali giardini

Agli inizi degli anni Cinquanta i coniugi Aimé e Maguerite Maeght, comprano a Saint-Paul de Vence una grande proprietà per cercare un luogo sereno dove potersi riprendere dal grave lutto che li aveva colpiti per la perdita del figlio di 11 anni. Aimé è già un famoso gallerista a Parigi e nel corso degli anni ha stretto amicizia con i più importanti artisti dell’epoca. Grazie al loro supporto e ai loro consigli, decidono di impiegare il loro tempo e i loro guadagni creando una fondazione, concepita dagli artisti stessi, che potesse ospitare le loro opere. L’architetto catalano Josep Lluis Sert si occupa della progettazione del corpo centrale dell’edificio, collaborando con gli artisti per l’inserimento di alcuni elementi, mentre i giardini vengono affidati ad altri famosi artisti tra i quali Miró, Giacometti e Braque, che lo arricchiscono con le loro sculture. Il 28 luglio 1964 viene inaugurata ufficialmente da André Marlraux, e grazie alla sua ricca collezione, diventa subito uno dei centri espositivi più importanti d’Europa per le opere d’arte moderna e contemporanea del XX secolo. Marc Chagall, che a Saint-Paul de Vence ha vissuto gli ultimi vent’anni della sua vita e che si trova sepolto nel bellissimo cimitero appena fuori dal paese sull’altura di Puy, realizza per la fondazione i meravigliosi mosaici che si trovano all’interno del surreale labirinto di Miró, autentico cuore pulsante dei giardini. Oltre alla sua collezione permanente, la Fondazione Maeght ospita nel corso dell’anno numerose mostre monografiche di artisti contemporanei.

Fondation Maeght

Fondation Maeght

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