Happy to read here – Fino in fondo all’Africa

Leggere è attraversare un ponte che collega qui e lì, la realtà con l’invenzione, il proprio mondo con infiniti altri. Gli autori dei romanzi elencati qui sotto fanno attraversare ai protagonisti dei loro libri, e così a noi lettori, oceani e abissi dell’animo, perché conoscono il nostro mondo ma provengono da un altro lontano.

Che leggendo possiamo scoprire.

Ecco 4 libri che ci fanno viaggiare in Africa

Vergogna di J.M. Coetzee (Sudafrica)

 Un professore universitario di Città del Capo s’invaghisce di una sua studentessa, e lei di lui, forse, ma lo denuncia e ne causa la “disgrace” (titolo in lingua originale). Così David Lurie deve abbandonare l’Accademia e raggiungere la figlia con cui così poco ha in comune e che vive in mezzo al niente, lì dove neri e bianchi si mescolano, ma mai abbastanza, dove i cani muoiono come cani e gli uomini sopravvivono col sudore della fronte, non certo saziandosi di poesia. Un libro crudo e magnificamente narrato da uno scrittore che, non a caso, ha vinto il Nobel.

(J.M. Coetzee nasce nel 1940 a Città del Capo da genitori bianchi che parlano l’afrikaans, a 22 anni si trasferisce nel Regno Unito prima e poi negli USA, per infine tornare in Sudafrica. Dal 2002 vive in Australia)

La bellezza delle cose fragili di Taiye Selasi (Ghana)

Kweku Sai muore solo e scalzo tra la terrazza e il giardino della sua casa in Ghana, quella che ha immaginato ancora prima che esistesse, disegnandola su un tovagliolo. Lì è ritornato dopo aver fallito, a Boston, come chirurgo, ma è apolide ormai. La sua famiglia, che per troppo tempo ha trascurato, è come si fosse dispersa nella frenesia della vita occidentale: Fola, il suo grande amore, e i suoi quattro figli Olu, i gemelli Taiwo e Kehinde, e Sadie si riuniranno solo dopo la sua morte, mettendo a nudo ciascuno le sue ferite, e interrogando il lettore sull’impossibilità di cancellare le proprie radici.

(Taiye Selasi è nata a Londra da padre ghanese e madre nigeriana, è cresciuta a Boston e ora vive a Roma. Ha coniato il termine «afropolitan» per indicare gli africani emigrati e perfettamente integrati nel mondo occidentale)

Il tè è sempre una soluzione di Alexander McCall Smith (Botswana)

McCall Smith inventa uno strano doppio: da una parte l’investigatrice africana Precious Ramotswe titolare della Ladies’ Detective Agency N.1 di Gaborone, la capitale del Botswana, professionista nella risoluzione di misteri, protagonista dei romanzi della “serie africana” e, dall’altra, Isabel Dalhousie, direttrice della Rivista di Etica applicata, che vive ad Edimburgo e in vicende gialle si trova sempre implicata senza mai volerlo. In comune i romanzi delle due serie hanno la spensieratezza con cui McCall Smith mette in scena mondi fatti di piccole cose quotidiane e di avvenimenti in grado di turbare la quiete dei protagonisti, così come accadeva a St. Mary Mead, il paesino di Miss Marple, la regina delle detective-non detective. E se viene di pensare che Il tè è sempre una soluzione abbia come protagonista pare ovvio la scozzese, ebbene ci si sbaglia: è una delle storie africane, e il tè in questione è chiaramente quello rosso: il rooibos.

(McCall Smith è cresciuto a Bulawayo nello Zimbabwe, ha studiato diritto ad Edimburgo e ha insegnato legge all’Università del Botswana. Da diversi anni vive in Scozia)

Gatti molto speciali di Doris Lessing (Zimbabwe)

Da dove viene l’amore per i gatti? A volte da così lontano che è difficile immaginarlo. Il rapporto di Doris Lessing con i suoi amati felini inizia quando era bambina: il suo primo gatto risale ai tempi della Persia, dov’è nata (a Kermanshah), e poi ne avuti molti, troppi, quando con la famiglia è vissuta nella Rhodesia del Sud (attuale Zimbabwe). Il problema di sua madre era infatti quello di sterminarli, e anche a lei toccò un’esperienza simile. Ai deboli di cuore si sconsiglia la lettura del primo capitolo di Gatti molto speciali, che, pure, rende conto di come, ciononostante, lei letteralmente s’invaghì di queste bestie divine, portandole sulla carta con estrema maestria, quasi ‒ e meglio ‒ che se fossero stati uomini.

(Doris Lessing è nata nel 1919 nell’Iran occidentale per poi trasferirsi, ancora bambina, in Rhodesia, l’attuale Zimbabwe. Nel 1949 si è trasferita definitivamente a Londra, iniziando la sua carriera di scrittrice)

Stai già sentendo il mal d’Africa ancora prima di partire? Allora “leggi” anche i nostri itinerari in questo continente.

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