Namibia un sogno di Africa

Con questo racconto di viaggio Elisabetta Repetto si è aggiudicata il terzo posto nel nostro concorso Racconti di Viaggio. Tutti gli autori che hanno partecipato hanno viaggiato con Zeppelin nel 2017. Elisabetta ci porta in Namibia: buona lettura!

Buttare giù la prime impressioni del viaggio appena salita sull’aereo del ritorno.

La mia prima volta in Africa…all’inizio incertezza, apprensione, timore e poi l’incontro con una terra vera, sconfinata.

Ecco il resoconto di quanto visto nei quasi 4000 chilometri percorsi.

Innanzitutto il parco Etosha con i suoi animali liberi, nel loro ambiente naturale. Zebre, giraffe, elefanti, leoni, gnu, orici si avvicinano alle pozze d’acqua per bere in un’atmosfera magica e rilassata. La pace della natura alla fine ti entra dentro e anche tu senti di farne parte. Scompare il tempo della fretta, inizia quello dello stupore.

La sera nei pressi dei lodge del Parco ci sono pozze d’acqua. È possibile osservare in silenzio gli animali che vanno ad abbeverarsi. Negli improvvisati spettatori si percepisce un senso di gratitudine per quanto è dato di vedere. Le luci fioche illuminano l’incedere lento dei rinoceronti e degli elefanti.

Il buio intorno rende unico lo spettacolo. All’alba ed al tramonto il cielo africano si incendia lasciando tutti a bocca aperta.

Il settimo giorno ci si incammina verso il Damaraland dove andiamo a conoscere l’incredibile e ospitale popolazione himba. La fedeltà alle loro tradizioni culturali ci mette a contatto con un modo di vivere “antico” e autentico.

Nel tardo pomeriggio la scoperta di un gioiello paesaggistico inaspettato: in mezzo al nulla la zona del Vingerklip con le sue monumentali formazioni rocciose ed il suo lodge perfettamente inserito nell’ambiente naturale.

Svegli di buon’ora assistiamo ad un’alba incredibilmente generosa di colore.

In giornata ancora un regalo di questa terra: nella valle di Twylelfontein le incisioni su roccia risalenti a 6000 anni fa. Sono semplici e preziose testimonianze di un mondo ormai scomparso che faceva della caccia la sua economia di sussistenza.

Il giorno seguente un ulteriore cambio di ambiente: dal caldo dell’interno al clima umido dell’Oceano Atlantico. Arriviamo a Cape Cross con la sua numerosa e “odorosa” colonia di otarie.

Ci stringiamo nelle nostre giacche, arrivano forti e fredde raffiche di vento dal mare. È divertente osservare questi animali pigramente ammucchiati uno sopra l’altro, i piccoli che vagano alla ricerca delle mamme, le otarie più dinamiche che si tuffano nell’oceano in cerca di cibo.

La sera raggiungiamo la città di Swakopmund. Si direbbe di essere giunti in un centro della Germania ad osservare l’architettura delle case, la linearità delle strade, la ricchezza dei negozi… invece ci troviamo in una città costruita in mezzo al deserto con caratteristiche completamente occidentali.

Il giorno seguente un giro in barca nella baia di Swakopmund accompagnati dalla simpatia del capitano e da quella di un pellicano decisamente socievole ed ospitale verso i turisti.

Vediamo la coltivazione delle ostriche, assistiamo ancora ai tuffi delle otarie, ai giochi dei delfini. Ottima la colazione offerta dal nostro capitano: a noi golosi tramezzini, al pellicano qualche pesciolino appena pescato.

A seguire una giornata di trasferimento ma non senza piacevoli sorprese: i fenicotteri rosa, il deserto sassoso di montagna, immagini e paesaggi per noi molto inconsueti e interessanti.

Infine il dodicesimo giorno il regalo più grande: le dune di sabbia rossa del deserto del Namib.

Sveglia alle ore 3.40, arrivo alle dune verso le 7. Le montagne del deserto sono affascinanti, interrompono la monotonia della pianura e si tingono di luci, ombre, colori degni di un artista.

Saliamo la duna 45: tutto intorno è meraviglia, è favola.

Arriviamo in cima sentendoci felici come bambini. Questo momento e lo spettacolo che ci regala vale da solo tutto il viaggio.

Verso metà mattina visitiamo la depressione del Sossusvlei con gli alberi secchi che non si decompongono in uno scenario a metà tra il fantastico e l’incredibile. A mezzogiorno il caldo è insopportabile, aspettiamo la jeep che ci riporta al nostro pulmino ed alla guida esperta ed affidabile della nostra guida africana.

Grazie Namibia. Il fascino lieve della tua terra resta nel cuore.

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