Scoprire il vero Marocco, da Marrakech al deserto

La cosa che più ricordo del Marocco è la luce. Una luce abbagliante, che pervadeva i vicoli di Marrakech come se fosse estate piena. E i colori: il rosa dei souk, l’arancio delle dune, il verde delle oasi.

Un sole caldo e una luce intensa sono ciò che vi accompagnerà sempre in un viaggio in Marocco, anche in pieno inverno. E la città da cui partire, per forza, è lei: Marrakech.

Viaggio nel vero Marocco

Marrakech

Marrakech ha un cuore vivace, colorato, rumoroso: la Medina. Al suo interno ci sono i riad da favola, i souvenir dei souk, le bancarelle di Jema El Fnaa. Quello che a prima vista sembra un caos informe è in realtà un susseguirsi di occasioni e di incontri da non lasciarsi sfuggire. Dalla contrattazione per i prezzi agli assaggi di street food, dai motorini che sfrecciano agli asini che intralciano, qui tutto saprà catapultarvi in un mondo magico, che vi farà sentire parte della vita della città. Le viuzze sono strette e le persone sono tante, ma questa zona di Marrakech è sicura ed è piena di chicche nascoste.

Si può visitare il museo della Fotografia o il Jardin Secret, si possono fare scatti spettacolari alla Madrassa o ci si può rilassare in un hammam: dalla cultura al benessere, Marrakech offre di tutto. Basta scoprirlo. È così anche per il gusto: tanti ristoranti si nascondono proprio nel cuore della città, e offrono terrazze con indimenticabili viste sui tetti infiniti. Appena usciti dal centro si può poi scoprire un’altra anima del luogo: fuori dalle mura della Medina si trovano negozi moderni, grandi parchi, viali infiniti. E qui si trovano l’incantevole Jardin Majorelle, dove tra cactus e piante esotiche si possono esplorare il Museo della cultura berbera e quello dedicato a Yves Saint Laurent (che fu proprietario dei giardini).

L’Atlante

Ma il Marocco non è solo Marrakech. Poco distante si trova l’Atlante, che regala scenari inimmaginabili ai più: alte vette innevate intervallate da foreste verdi. Lungo la strada che sale si attraversano terre rosse punteggiate di villaggi fortificati: sono le kasbah, che quasi si mimetizzano con il terreno, e che vanno scoperte da vicino. Solo così quelle che da lontano sembrano cittadelle inanimate riacquistano vita: capre che corrono di qua e di là, uomini dalle lunghe tuniche che camminano indaffarati, profumo di cous cous nell’aria. Ecco la parte più tradizionale del Marocco, dove riscoprire il vero artigianato (l’argento, i tessuti, l’acqua di rose). La fortuna vera qui è avere l’occasione di parlare con questi artigiani, conoscere la loro storia, i loro usi e costumi. E poi ripartire: prossima tappa, dopo paesaggi lunari e profonde gole, il deserto.

Il deserto del Marocco

Les Grandes Dunes del deserto dell’Erg Chebi sono uno spettacolo che non si può dimenticare. Vedere il tramonto sulla sabbia, camminare a piedi nudi: sentire l’energia del deserto. Il modo migliore per conoscere questo luogo così affascinante è lasciandosi incantare dai racconti e dai gesti dei nomadi che lo popolano. Magari bevendo insieme a loro un tè alla menta, o condividendo lo stesso tetto: un imponente cielo stellato. Per poi ritrovare alla mattina, dopo la notte nel bivacco, la potente luce del Marocco.

Se stai pensando a un viaggio in Marocco ecco tutte le prossime partenze di Zeppelin, tra cui un viaggio equo-solidale a Capodanno che ti permetterà di vivere il Marocco più autentico.

E se le foto che vedi qui non ti bastano ecco un reportage fotografico di Marrakech.

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