Viaggiare con i libri: la Transiberiana

La ferrovia Transiberiana rappresenta il viaggio per eccellenza. Con oltre novemila chilometri di binari, è la ferrovia più lunga al mondo e attraversa l’Europa orientale per raggiungere l’Asia settentrionale, collegando la città di Mosca con le regioni centrali della Siberia e l’Estremo Oriente russo; la Transiberiana collega inoltre Mosca con Pechino, in Cina, e Ulan Bator, in Mongolia.
L’itinerario letterario ti porterà alla scoperta della più spettacolare linea ferrovia al mondo, la leggendaria Transiberiana: ecco i libri da mettere nello zaino per affrontare questo affascinante viaggio!

Libri da leggere prima di partire con la Transiberiana

Non un semplice viaggio: “Scompartimento n.6” di Rosa Liksom (trad. D. Sessa, Iperborea)

Mosca si rannicchiava nella gelida e secca sera di marzo per proteggersi dal contatto del sole al tramonto, rosso e freddo. La ragazza salì sull’ultimo vagone, in coda al treno, cercò il suo scompartimento, il numero sei, e tirò un profondo respiro (…) Quel treno l’avrebbe condotta attraverso villaggi abitati da deportati, attraverso città aperte e città chiuse della Siberia, fino alla capitale della Mongolia, Ulan Bator. (…) Davanti si apre una Russia sconosciuta, cristallizzata dal gelo (…) [“Scompartimento n. 6”, Rosa Liksom, trad. D. Sessa, Iperborea]

È una sera di marzo quando una ragazza sale sul treno che da Mosca la condurrà a Ulan Bator, in Mongolia, dove andrà a studiare delle incisioni rupestri molto antiche. Nello scompartimento che le hanno assegnato, il numero 6, si trova Vadim, un carpentiere russo spesso alticcio diretto ai cantieri siberiani. L’iniziale diffidenza non si scioglie, anche se i due – sebbene così diversi – sono costretti a parlarsi per ingannare il tempo.
È il 1986, l’Unione Sovietica è prossima alla fine: Vadim è convinto che durerà per sempre, la ragazza crede che a breve tutto finirà.
Lo scompartimento n. 6 del treno lanciato da Mosca verso la Mongolia è l’ambientazione perfetta per questo romanzo fatto di opposti e contrasti: lo spazio è chiuso e immobile benché, se visto con un’ottica più ampia, è in realtà in perenne movimento perché il treno viaggia giorno e notte.
Ma è la Transiberiana la vera protagonista del romanzo, con il paesaggio siberiano e le città attraversate, sempre magistralmente descritte.
Per chi è stato in Russia e per chi è prossimo a compiere un viaggio, “Scompartimento n.6” di Rosa Liskom sarà un’ottima guida e un perfetto libro da mettere nello zaino.

Il treno avanza pulsando attraverso il paese innevato, deserto. Tutto è in movimento: la neve, l’acqua, l’aria, gli alberi, le nuvole, il vento, le città, i villaggi, gli uomini e i pensieri [“Scompartimento n. 6”, Rosa Liksom, trad. D. Sessa, Iperborea]

Amarsi e lavorare nell’Estremo Oriente russo: “Vladivostok. Nevi e monsoni” di Cédric Gras (trad. G. Pigozzo Bernardi, Voland)

Si naviga per sette giorni in un mare di terra, arrivati al Lago Bajkal è come incrociare l’equatore, tutti al finestrino: il treno corre sulla spiaggia. Per tutta la giornata sguardi sfuggenti si rifugiano lontano. Fuori: neve o canicola. Verso sera il vagone si risveglia, le discussioni rompono il torpore generale, ci si corica tardi, la notte si va in giro, ci si sforza di vedere nel buio, si ascolta, il treno qualche volta oscilla, si ferma. Manca poco a Vladivostok, l’oltre-terra [“Vladivostok. Nevi e monsoni” Cédric Gras, trad. G. Pigozzo Bernardi]

Sono otto i fusi orari che dividono Mosca da Vladivostok e l’assicuratore francese Cédric Grass lo sa bene: quando lui apre l’ufficio della filiale di Vladivostok, a Mosca stanno per chiudere quelli della sede centrale. L’amore di Cédric per la Russia arriva da lontano: la mamma, quando era bambino, lo portava in biblioteca e gli leggeva le fiabe russe. Così, una volta diventato adulto, Cédric non ci ha pensato due volte quando la sua compagnia assicurativa gli ha chiesto di andare ad aprire una filiale in Russia. E lui ha scelto Vladivostok.
Per viaggiare, Cédric sceglie sempre la Transiberiana, benché sia molto più lenta rispetto ad un comodo e veloce aereo. Ma la magia sta nell’attraversare un Paese, il più grande al mondo; attraversare gli otto fusi orari, lo stare al finestrino, l’annoiarsi anche, il cercare il romanticismo in un mezzo di trasporto che dovrebbe essere desueto, superato, e invece attrae e affascina ancora oggi i viaggiatori moderni.
“Vladivostok. Nevi e monsoni” di Cédric Gras è un ottimo libro non solo per le poetiche e stupende descrizioni della linea Transiberiana, ma è un interessante sguardo sulla cultura dell’Estremo Oriente russo, un luogo dove le forze della natura si concentrano e l’amore è più che altro questione di geografia.

Ci si sforza di amarsi, al di là della taiga e delle steppe. Ci si può invaghire e abbandonare tutto, per seguire il nuovo marito a migliaia di chilometri. In Russia l’amore è più romantico che da qualunque altra parte. Perché è legato all’immensità. In Russia l’amore è questione di geografia. [“Vladivostok. Nevi e monsoni” Cédric Gras, trad. G. Pigozzo Bernardi]

Da Mosca al Mar del Giappone: “Sulla Transiberiana” di Mauro Buffa (Ediciclo editore)

Un’ora dopo avvistiamo il Bajkal, ma in questa giornata grigia ha perso il bel colore azzurro ammirato nei giorni scorsi. Il lago è grigio, spazzato dalle onde. Si dice che d’inverno gelino in movimento formando delle creste. Il treno corre parallelo alla sua riva, disegna delle curve che permettono di osservarlo in tutta la sua lunghezza (…) Il paesaggio di apre sempre di più, non si vede più la riva opposta ma solo la linea dell’orizzonte dove l’acqua tocca le pesanti nuvole grigie [“Sulla Transiberiana”, Mauro Buffa]

Il viaggio inizia da Mosca, inizia sempre dalla meravigliosa capitale russa. Mauro Buffa e i suoi compagni di viaggio salgono, non senza vibrante emozione, a bordo del primo dei treni che li condurranno a Vladivostok, al cospetto del Mar del Giappone, dopo lunghissimi giorni di viaggio. Sono molti i giorni che dovranno affrontare a bordo dei treni, dormendo, mangiando e leggendo volti e panorami che cambiano chilometro dopo chilometro.
Ne “Sulla Transiberiana” non c’è solo il racconto del viaggio di Mauro Buffa, ma vengono raccontate con cura e notevole dettaglio gli incontri con le persone del luogo, le città, le stazioni, i panorami maestosi e quella sensazione di viaggiare non per giungere ad una meta precisa, bensì per viaggiare semplicemente, per lasciarsi trasportare da emozioni e sentimenti fin verso la fine della Russia.
Arricchito con mappe e immagini a colori, il libro “Sulla Transiberiana” di Mauro Buffa è davvero ideale per iniziare a sognare il lungo viaggio attraverso una delle terre più intriganti e ancora poco esplorate al mondo.

Non è un viaggio per arrivare, ma per viaggiare [“Sulla Transiberiana”, Mauro Buffa]

Volti, sorrisi, silenzi, steppe e foreste: “Transiberiana” di Vittorio Russo (Sandro Teti Editore)

Le foreste di betulle si susseguono interminabili e ripetitive come diseguali guizzi bianchi. Alla breve distanza, la velocità del treno le confonde in intrecci indistinguibili di siepi scure, vene d’acqua nerastre e tronchi morti. Talvolta, a distrarre la vista dalla continuità omogenea di bianco e verde, si aprono squarci bruni di terreni appena arati. È il colore della terra nuda che sembra respirare. Senza pelle, pare che assorba con avidità il vento e l’acqua, doni del cielo, e s’illumina di meteore di luce che a tratti rischiarano pure gli alberi in corsa contraria [“Transiberiana”, Vittorio Russo]

Un altro scrittore italiano in viaggio sul leggendario treno: “Transiberiana” è un poetico reportage ricco di informazioni dettagliate, ma sempre utilizzando una narrazione poetica e quasi diafana, e corredato da immagini evocative e romantiche. Vittorio Russo ha percorso oltre dodicimila chilometri sulle ferrovie della Transiberiana, entrando anche in Mongolia, con occhi e cuori aperti per cogliere ogni singolo dettaglio della millenaria cultura di questa remota e intrigante terra.
Un viaggio è sempre occasione di conoscenza, di scoperta, di rivelazione. Vittorio Russo ce lo ricorda in ogni pagina, con la conoscenza delle persone che popolano le regioni siberiane e mongole. I viaggi sono le persone, i viaggi fanno le persone. E in “Transiberiana” di Vittorio Russo ci sono anche le riflessioni legate all’unicità di questi luoghi, delicati e irripetibili, sempre capaci di strappare un’emozione a chi si accosta alla loro visione.

All’alba di questa lontana longitudine orientale il sole filtra attraverso le tendine trasparenti incollate sui vetri umidi della notte, ma non domina ancora, eppure accende di colori iridescenti il pulviscolo già vivo dello scompartimento. Abbandono la dimensione del sogno e prendo coscienza della realtà. Il paesaggio bianco fuori mi viene incontro come l’abbraccio di un fantasma [“Transiberiana”, Vittorio Russo]

Qualche ulteriore consiglio di lettura per conoscere la cultura e la geografia della Siberia e per prepararsi ad un viaggio straordinario:

  • “In Siberia”, Colin Thubron (trad. A. Peroni e L. Corbetta, TEA)
  • “Febbre bianca. Viaggio nel cuore ghiacciato della Siberia” di Jacek Hugo-Bader (trad. M. Borejczuk, Keller editore)
  • “I diari della Kolyma. Viaggio ai confini della Russia profonda” di Jacek Hugo-Bader (trad. M. Vanchetti, Keller editore)
  • “Buonanotte Signor Lenin” di Tiziano Terzani (TEA)

E se dopo aver letto questi suggerimenti hai deciso che è davvero il momento di partire per un viaggio sulla Transiberiana scopri le partenze di Zeppelin.

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