Viaggiare con i libri: Turchia

Divisa tra Europa (la regione della Tracia) e Asia (la regione dell’Anatolia), l’aspetto della Turchia attuale è l’interessante commistione del passaggio di una serie di civiltà e culture molto diverse tra loro: i greci di Bizyas, fondatore di Bisanzio; i romani che la chiamarono Costantinopoli e di essa fecero una delle capitali dell’Impero Romano; i bizantini, succeduti ai romani, che regnarono per quasi mille anni dopo lo scisma tra Occidente e Oriente; e infine gli Ottomani, che portando la religione musulmana e le tradizioni dei popoli delle steppe dell’Asia Centrale, diedero un volto totalmente nuovo alla città, che cambiò nuovamente nome diventando Istanbul.
Ponte che unisce l’Occidente con l’Oriente, la Turchia seduce e incanta il viaggiatore che s’appresta a scoprire queste terre pregne di cultura, un Paese reso a dir poco unico grazie alla sua lunghissima storia. L’itinerario letterario proposto vi fornirà alcuni suggerimenti per iniziare l’ammaliante scoperta della cultura turca.

Libri da leggere prima di partire per la Turchia

La millenaria storia di Istanbul e della Turchia: “I segreti di Istanbul” di Corrado Augias (Einaudi)

A dispetto di ogni mutamento, Istanbul resta un insieme unico al mondo se non altro per la quantità di storia che racchiude, per le tracce che un così lungo passato vi ha impresso. Chi decide di visitarla dovrebbe essere in grado di cogliere questi riferimenti restituendo così (…) un po’ di vita e di senso a quelle mura, a quelle torri, ai resti smozzicati di edifici anche quando sia scomparsa ogni grandezza, ricercando, ricreando, le tracce di una delle più poderose civilizzazioni della storia umana, ricca di figure grandiose nell’ingegno come nella crudeltà [I segreti di Istanbul, Corrado Augias]

Ne “I segreti di Istanbul” Corrado Augias racconta, attraverso i secoli, personaggi, fatti storici salienti e riflessioni sul rapporto tra Occidente e Oriente. Dal fondatore di Bisanzio, il greco Byzas, sino alla caduta dell’Impero Ottomano all’indomani della Prima Guerra Mondiale, Corrado Augias con un linguaggio semplice e chiaro, ma con un stile labirintico come la città stessa, permette al lettore di ascoltare la lunga storia turca, concentrata in particolare nell’antica capitale di Istanbul. Un libro essenziale per iniziare l’immersione nel millenario fascino di Istanbul e della Turchia.

Nostalgia turca: “Madonna col cappotto di pelliccia” di Sabahattin Ali (trad. B. La Rosa Salim, Fazi)

Tutti gli incontri e i legami sono una mera illusione. Le persone possono conoscersi fino a un certo punto, possono costruirsi degli alibi, ma poi, un bel giorno, si rendono conto degli errori commessi e, in preda alla disperazione, lasciano tutto e scappano. Questo non accadrebbe, se solo la smettessero di credere nei sogni e si accontentassero di ciò che è raggiungibile [Madonna col cappotto di pelliccia, Sabahattin Ali, trad. B. La Rosa Salim]

Un giovane uomo senza impiego vaga per le strade di Ankara. Sono gli anni Trenta del Novecento, gli anni della laicizzazione della Turchia e della modernizzazione voluta da Mustafà Kemal Atatürk. Quando il ragazzo trova lavoro presso una ditta commerciale, incontra Raif Effendi, il traduttore dell’azienda, un uomo adulto profondamente infelice.
Raif Effendi traduce dal tedesco, perché dieci anni prima aveva vissuto a Berlino; proprio a Berlino l’uomo aveva incontrato una donna ebrea originaria di Praga, Maria, un’artista della quale si era innamorato. Che cosa è accaduto al loro amore? Che fine ha fatto la donna, e come mai Raif Effendi è ritornato in Turchia?
“Madonna col cappotto di pelliccia” non è solo il lirico racconto dell’amore tra Raif Effendi e Maria; contiene anche una riflessione molto profonda e intensa sull’amore in generale, sulle diverse culture, sull’amicizia e sul destino che travolge ognuno di noi, nel bene o nel male.

Omaggio a Istanbul: “Istanbul” di Orhan Pamuk (trad. S. Gezgin, Eninaudi)

Quando vedevo che il colore del Bosforo e quello del cielo si trasformavano in un blu scuro e affascinante col tramonto, notavo che sulle grandi finestre che davano sullo stretto, alla luce arancione della lampada, non si rispecchiavano più i suoi panorami, o i traghetti e i battelli della linea Beşiktaş-Üsküdar, o i fumi delle navi, ma l’interno della nostra casa [Istanbul, Orhan Pamuk, trad. S. Gezgin]

“Istanbul” di Orhan Pamuk è il libro che più di ogni altro permette al lettore di innamorarsi della Turchia e della città sulle rive del Bosforo. È un contenitore di ricordi, storie e sogni, dove persone, oggetti e fatti si intrecciano componendo un incantevole mosaico. La narrazione di Orhan Pamuk è sospesa tra sogno e realtà, dalla quale si manifesta in chiaro l’amore sincero che Pamuk nutre verso Istanbul. È un caleidoscopio di volti, sogni, sentimenti, fatti, oggetti, arricchito dalle splendide fotografie, rigorosamente in bianco e nero, del fotografo turco Ara Güler.
Il libro perfetto per ammaliare, sedurre e incantare.

Amore e amicizia lungo le rive del Bosforo: “La casa sul Bosforo” di Pinar Selek (trad. A. Tosatti e C. Diez, Fandango libri)

Istanbul aveva molti cuori, ma per Sema quello di Beyoğlu era di diamante. Ogni volta che ci andava era costretta a strizzare gli occhi, abbagliata, e percepiva con ancora più forza l’isolamento di Yedikule. I palazzi vecchi, gli incontri, le sorprese. Gente con i vestiti strappati, uomini avvinazzati, donne longilinee in tailleur, la minigonna o con vestiti dalle stoffe stampate, studenti, artisti, passeggiatori, persone che vanno di fretta… Un autentico spettacolo. Sema volle sedersi nel posto più brulicante di Istiklal Caddesi, un caffé che permetteva di vedere l’intera strada [La casa sul Bosforo, Pinar Selek, trad. A. Tosatti e C. Diez]

Lo struggente romanzo “La casa sul Bosforo” di Pinar Selek, abbracciando un lasso di tempo che va dal colpo di stato del Generale Evren del 1980 all’anno precedente all’insediamento di Erdoğan come sindaco di Istanbul, racconta le vite e i destini intrecciati tra loro di quattro ventenni turchi pieni di sogni. I ragazzi vivono a Yedikule, il quartiere di Istanbul abitato turchi, greci, armeni, curdi, zingari, ebrei.
Mentre la vita dei ragazzi muta continuamente in funzione delle decisioni delle coppie e degli amici, la Turchia vive vent’anni turbolenti dove accadono la Guerra in Iraq, la crisi curda e il devastante sisma ai confini con l’Armenia.
Nel romanzo, scritto con uno stile etereo e impalpabile, si percepisce la vita che incede, la complessità delle esistenze, la difficoltà di prendere certe decisioni e gli intrecci e gli amori tra i giovani protagonisti; e sullo sfondo ci sono l’immensa e bellissima Istanbul con il piccolo quartiere di Yedikule, un microcosmo di vite ordinarie come quelle di Elif, Sema, Hasan e Salih.

I romèi d’Istanbul: “La balia” di Petros Markaris (trad. A. Di Gregorio, Bompiani)

“Maria vive con il fratello minore in un paesino fuori Drama. È originaria del Mar Nero. Da qualche tempo diceva che avrebbe voluto vedere per l’ultima volta la Città (…) Maria è molto in là con gli anni. Se non ha novanta, poco ci manca. Di sicuro ha un fisico molto resistente ma, insomma, un viaggio come questo sarebbe faticoso per una donna della sua età. Ho cercato di dissuaderla, ma non c’è stato niente da fare (…) È partita in pullman da Salonicco. Ma da allora se ne sono perse le tracce (…)” [La balia, Petros Markaris, trad. A. Di Gregorio]

In epoca bizantina, i romèi erano i greci che vivevano a Costantinopoli. Con l’avvento degli Ottomani, si spostarono nel quartiere di Fener, a Istanbul. Nel 1921 i turchi cercarono di mandar via gli stambulioti di lingua greca, obbligandoli a migrazioni di massa e organizzando pogrom contro di loro. Oggi i cittadini di madrelingua greca presenti a Istanbul sono pochi e quasi tutti vivono a Fener.
È attorno a questi fatti che Markaris fa muovere il Commissario Charitos, il quale deve risolvere il giallo della scomparsa di Maria, la balia di uno scrittore greco incontrato per caso ad Istanbul durante un viaggio organizzato.
“La balia” è un giallo molto semplice, quasi banale, ma il suo punto di forza sono le descrizioni della Città (i greci chiamano così Istanbul, la Città) intense e vive: da Sultanahmet con i suoi monumenti di importanza mondiale, ai quartieri di Fener e Balat, dai colori e profumi del Gran Bazar – dove la moglie di Charitos, Adriana, compra l’impossibile pur non riuscendo nell’arte della contrattazione – ai quartieri asiatici raggiungibili grazie ai traghetti sul Bosforo, fino alle stupende descrizioni dei tramonti sul Corno d’Oro.

Dopo averli letti non ti resta che partire per un viaggio in Turchia, magari proprio con Zeppelin!

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