Viaggio in Tanzania: tra Zanzibar e safari

Sono stata in Tanzania tre anni fa e di quel viaggio, nel cuore autentico dell’Africa, ricordo non solo la meraviglia dei paesaggi e lo splendore del mare, ma soprattutto gli incontri con gli animali. La Tanzania, nonostante l’incremento del flusso di turisti registrato negli ultimi anni, rimane comunque una meta fuori dagli itinerari del turismo di massa. Ciò che ne consegue è che questo Paese riesce a mantenere ancora intatto il suo fascino selvaggio.

Perché fare un viaggio in Tanzania

Un viaggio in Tanzania è la soluzione ideale per chi sta cercando un’avventura fatta di emozioni forti che solo la natura nella sua essenza è in grado di regalare, senza disdegnare i momenti di puro relax immersi in un’atmosfera da sogno.

Che cosa fare a Zanzibar: tra relax e natura selvaggia

Zanzibar è una tappa da non perdere durante un viaggio in Tanzania. Consiglio di trascorrere almeno un paio di giorni a Matemwe, località dell’isola ideale per lasciarsi cullare dal dolce rumore delle onde, gironzolare scalzi tutto il giorno e godersi un po’ di sano digital detox.

Per tutti gli amanti dello snorkeling suggerisco di organizzare delle escursioni nelle piccole isole che circondano Zanzibar, per emozionarsi al cospetto di cotanta meraviglia.

Per chi come me è sempre alla ricerca di un contatto diretto con la natura, il mio consiglio è di visitare il Parco nazionale di Jozani e Chwaka Bay. Istituito nel 2003, questo comprende la Foresta di Jozani, nell’entroterra, e la laguna di Chwaka Bay. La Jozani Forest si estende per 50 km2 e ospita circa 500 colobi rossi di Zanzibar: esemplari di scimmie tipiche, caratterizzate da un mantello che varia dal nero al rosso scuro, ravvivato da una striscia nera lungo la schiena e dal ventre candido. Non sono però solo i colobi a vivere in questo parco: ci sono anche suni, antilopi e tantissimi altri animali.

Zanzibar, per il suo passato storico caratterizzato da un’influenza congiunta esercitata delle culture arabe e persiane, è uno dei luoghi simbolo della cultura swahili. Stone Town, centro storico dell’isola, è un vero melting pot di culture. Passeggiando tra le strade della città che diede i natali a Freddie Mercury si ha subito la palpabile visione di un vissuto storico intenso e contraddittorio.

Da una parte gli edifici tipici della cultura swahili, dall’altra la produzione e la vendita di spezie quali chiodi di garofano, zenzero e cannella, prove tangibili del suo ruolo centrale nella via delle spezie.

Durante il mio viaggio siamo partiti di buon mattino per Stone Town per raggiungere Prison Island, altra tappa che vi consiglio di non perdere. Quest’isola avrebbe dovuto ospitare una prigione per schiavi “indisciplinati”. Fortunatamente, poi, l’edificio fu adibito ad altri usi e fu trasformato in un centro accoglienza per i malati di febbre gialla in stato di quarantena.

Attualmente Prison Island è il luogo ideale per chi, come me, vuole godere del mare turchese e ammirare da vicino la meravigliosa barriera corallina. E, come se non bastasse, potete visitare, anche e soprattutto, il santuario delle tartarughe giganti.

Che cosa fare in Tanzania: i safari più belli del continente

Per il vostro viaggio in Tanzania, non possono mancare un paio di tappe nel suo entroterra. Nella “main land” è d’obbligo una visita a Dar Es Salaam, città giovane e frizzante, anche se a tratti caotica. Il suo mercato del pesce è l’ideale per chi come me ama i contatti diretti con le popolazioni dei Paesi che visito. Altra imperdibile tappa è il Museo Nazionale, ricettacolo di testimonianze, opere e documenti che raccontano la storia della Tanzania.

A soli 185 chilometri da Dar Es Salaam c’è Morongoro. Situata ai piedi dei monti Uluguru e nei pressi del fiume Ngerengere, questa città è un importante centro agricolo. Morongoro è circondata da numerosi villaggi e piccole comunità di diverse etnie come i Pogoro, gli Ndamba e i Luguru. Il vero motivo, però, per cui vale la pena fermarsi a Morongoro è il il Mikumi National Park, dove vive la più autentica natura dell’Africa. Maestosi baobab, tamarindi e acacie caratterizzano l’area nord ovest del Mikumi. In questa stessa area si trovano i punti migliori per ammirare gli animali: non potete perdervi la celebre piscina degli ippopotami e la piana alluvionale di Mkata. Meno suggestiva è invece la zona sud orientale.

Udzungwa Mountains Park si trova a 48 chilometri dal Mikumi ed è uno dei parchi meno conosciuti ma altrettanto suggestivi della Tanzania. È un luogo magico che racchiude tutto il fascino millenario del continente africano. Situato al centro del Paese, questo parco è caratterizzato da un ecosistema di foreste tropicali e cascate. Ci sono, infatti, le cascate di Sanje, alte più di 150 metri: un vero spettacolo della natura da non perdere. Ospita circa 2500 specie di piante (molte delle quali endemiche) e ben 400 specie di uccelli. È un vero paradiso per gli amanti di birdwatching come me: vi segnalo, infatti, che solo nel Udzungwa Mountains Park e in nessun’altra parte del mondo potrete ammirare sia l’iringa red colobus che il sanje crested mangabey.
Questo parco non è solo il luogo ideale per gli appassionati della natura, ma anche per gli amanti del trekking. Tutti i suoi itinerari, infatti, vengono percorsi unicamente a piedi e prevedono una durata da un minimo di quattro ore a un massimo di sei giorni.

Serengeti , Selous Game Reserve e il Masai Mara Park

Arusha è una località situata a nord di Dar Es Salaam, completamente diversa da quest’ultima: ve ne renderete subito conto quando noterete le sue strade sterrate. Da questa località, si è soliti partire alla scoperta non solo del Serengeti Park ma anche del Masai Mara Park. A mio avviso si tratta dei due safari più belli di tutta l’Africa. Non c’è niente di così emozionante nella vita di trovarsi al cospetto di animali mai visti prima dal vivo.

Il vero spettacolo, a mio avviso, durante un viaggio in Tanzania, è la migrazione degli gnu. Ogni anno, infatti, migliaia di “wildebeest” (così vengono generalmente chiamati), seguiti da altrettante zebre e gazzelle si spostano alla ricerca del luogo ideale dove poter far nascere i piccoli. Gli gnu, quindi, iniziano la lora traversata partendo dal sud del Serengeti per raggiungere il Masai Mara.

Quattro volte più grande del Serengenti è il Selous Game Reserve, altra riserva naturale da non perdere durante un viaggio in Tanzania. Questo parco, che deve il suo nome al capitano inglese Frederick Courteney Selous, è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’Unesco nel 1982. I suoi paesaggi selvaggi, che si specchiano nel fiume Rufiji, fanno da scenografia alla vita quotidiana di un’impressionante quantità e diversità di specie animali. Uno dei tanti motivi per cui vi consiglio di visitarlo è perché, a differenza di altri parchi nazionali africani, è possibile effettuare safari a piedi accompagnati però da guide armate.

Altri safari emozionanti in Tanzania

Per chi sogna incontri ravvicinati con elefanti, ippopotami, giraffe e fenicotteri rosa consiglio di visitare anche il Lake Manyara National Park. Collocato a poca distanza dal villaggio Masai dei Mto wa Mbu e a solo 130 km da Arusha, questo parco è caratterizzato dall’alternanza di paesaggi tipici della savana e di fitta e rigogliosa foresta. Scegliete di fare visita al Manyara soprattutto se siete amanti del birdwatching.

E, infine, la vera chicca di un viaggio in Tanzania è la visita al Cratere dello Ngorongoro, un vero paradiso per il cuore e per il occhi. L’area attorno al cratere costituisce la riserva naturale di Ngorongoro. Il cratere, che si trova a oltre 2.200 metri sul livello del mare, ospita la più grande caldera intatta del mondo. Partite alla scoperta del Ngorongoro a bordo di un fuoristrada e non ve ne pentirete: distese di fenicotteri rosa e altri esemplari tipici della fauna africana saranno lì a salutarvi.

Infine, non meno importante, condivido con voi alcune semplici indicazioni su dove dormire durante un viaggio in Tanzania. Le soluzioni sono molteplici e molto dipendente dalla vostra capacità di adattamento e dal vostro budget. Sappiate però che nulla è così magico come il contatto diretto con le popolazioni locali: scegliete strutture semplici e, perché no, anche campi tendati per ammirare e visitare al meglio la magica Tanzania. Se stai pensando di partire scopri anche i viaggi in gruppo organizzati in Tanzania da Zeppelin, tra i parchi e a Zanzibar.

 

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